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Il Volontariato







 

 

Frère Alois, di Taizé, mercoledì 28 dicembre 2005 sera

Questa sera siamo felici di essere insieme, arrivati da tanti paesi d'Europa e anche da altri continenti. Noi siamo molto toccati dall'accoglienza dei milanesi: è così calorosa, malgrado la neve. E proprio in questo momento, le campane di tutte le chiese della città e della diocesi stanno suonando per accoglierci.
Oggi comincia il primo incontro europeo senza frère Roger, lui che ha iniziato questo "Pelleginaggio di fiducia sulla terra" 28 anni fa.
Frère Roger ha lasciato per noi delle parole che troverete nella lettera che avete ricevuto: la "Lettera incompiuta". All'inizio della lettera si trovano queste parole: "E' la pace del cuore che permette di volgere uno sguardo di speranza sul mondo". E' questo sguardo di speranza che noi cercheremo di approfondire nei prossimi giorni.
La morte violenta di frère Roger è stata una grande prova per la nostra comunità. Io voglio ringraziare molti di voi che ci sono stati cosi vicini in questa prova.
Questa morte tragica resta per noi un mistero. Nel corso della sua vita frère Roger ha spesso posto questa domanda: Perché la sofferenza degli innocenti? Ed ecco che lui stesso si è aggiunto al numero di coloro la cui prova resta senza spiegazione.
Questa sera vorrei condividere con voi una esperienza molto personale che abbiamo fatto in comunità, con i fratelli. Due frasi della Bibbia l'esprimono molto bene.
Il Nuovo Testamento dice a proprosito dei primi cristiani: "Avevano un cuore solo e un'anima sola". Noi possiamo dire, noi fratelli della comunità, che un'esperienza simile è davvero possibile. Questa unità profonda, con stupore l'abbiamo vissuta tra noi in questi ultimi mesi.E' un dono di Dio che ci ha colmati.
La seconda frase viene dal profeta Isaia, In un momento storico estremamente difficile, Isaia sente che Dio dice al suo popolo: "Io vi porterò". Anche questo, noi l'abbiamo vissuto. Noi siamo stati come portati
da Dio durante questa difficile situazione. Così ora la nostra comunità è come spinta a continuare, con voi e molti altri, sulla strada che frère Roger
ha aperto. E' un cammino di fiducia. E voi sapete che, per frère Roger, "fiducia" era una parola chiave. Questa parola "fiducia", non era per lui una parola facile. Essa contiene un invito (chiamata): accogliere semplicemente l'amore che Dio ha per ciascuno di noi, vivere di questo amore, e assumere i rischi che questo comporta.
Anche se il mondo è spesso ferito dalle violenze e dai conflitti, noi possiamo guardarlo con gli occhi della speranza.

Un bambino: Ogni sera noi diremo i nomi e pregheremo per i popoli che sono presenti qui. Noi salutiamo questa sera i giovani della Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Spagna, Portogallo, Malta e Italia. Noi salutiamo il vescovo Juarez. venuto dalla lontana Bolivia, il p. Johan Bonny, venuto da Roma, mons. Redaelli, mons. Spezzibottiani di Milano.