I giorni
della Discarica
Lettera aperta dei cittadini ai politici
arianesi
A voi si rivolgono quei cittadini arianesi onesti che nei giorni della
Discarica hanno finalment e ritrovato quella dignità e onorabilità
persa in anni di supina accettazione di un immobilismo politico volto
a curare solo i propri interessi
personali e non quelli della comunità.
Chi, volutamente e consapevolmente, ha il mandato di governare una comunità,
lo deve fare pensando unicamente al bene della comunità stessa.
Quando ciò non avviene, ha fallito il suo compito e deve andarsene,
deve lasciare ad altri questo compito.
Quello che è avvenuto ad Ariano in questi giorni è la
testimonianza suprema che esiste ancora una democrazia vera- il popolo
ha deciso, il popolo ha voluto un qualcosa che tutti i politici, di
destra, di centro e di sinistra nonhanno
voluto ottemperare nell'arco di dieci anni, vate a dire la chiusura
definitiva della Discarica e la sua bonifica.
Non so come andrà a finire, ma so soltanto che si è fermamente
decisi, per la prima volta, ad andare fino in fondo. Finalmente ci si
è svegliati da un lungo torpore e da semplici comparse gli arianesi
sono diventati protagonisti, padroni
del proprio futuro, quel futuro diventato labile e incerto nelle mani
di politicanti e portaborse.
Lo spontaneismo è bello ma dura poco. Lo si dovrà di nuovo
incanalare, democraticamente, ma con persone che se si mettono in una
lista lo devono fare pensando che governare un popolo è fare,
risolvere i suoi problemi non i propri. Devono acquisire una novella
verginità polìtica, ben sapendo che se
non fanno ciò per cui sono stati votati, cadranno e non potranno
più occupare quello scanno che clientelarmente hanno occupato;
che il popolo si riappropri di questa importante e decisiva peculiarità.
Solo così ci sarà vera democrazia, che potrà arrivare,
qualora il problema della Discarica non dovesse risolversi o dovessero
presentarsi alle elezioni sempre le stesse facce, con la non partecipazione
alle stesse dell'intera popolazione, e questo come atto estremo ad un'estrema
offesa portata nei riguardi di una popolazione civile ed onesta, di
cui si è sempre cinicamente abusato e mai avuto rispetto.
Si ringrazia il prof. Nicola Cuordoro che ha curato la
stesura di questa lettera.