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Campo estivo a
Sighet
con la Lega
Missionaria Studenti
per il
PROGETTO SPERANZA 2008
-Campi estivi di solidarietà-
Romania

05-21 luglio
2008
Momento forte dell' estate
per il GVR è stato il campo estivo a Sighetu Mamatiei,
chiamata anche Sighet (isola), con la Lega Missionaria Studenti (associazione
dell'apostolato giovanile della Compagnia di Gesù).
In questa città della Transilvania, nell'estate del 2001, è
nato il "Progetto Quadrifoglio" per rispondere a due gravi emergenze
presenti oggi in Romania: i bambini orfani o abbandonati (che spesso vivono
per strada e dimorano nei canali fognari) e la prostituzione minorile.
L'iniziativa non è partita da una riflessione a tavolino ma è
frutto di numerosi viaggi e campi di condivisione vissuti negli ultimi
sei anni, nei quali, amaramente, si è constatato il progressivo
e continuo degrado delle condizioni sociali.
La Lega Missionaria propone, già da qualche anno, dei campi estivi
a chiunque, di qualsiasi età, desideri vivere una forte esperienza
di solidarietà con la popolazione rumena di Sighet, specialmente
con i più poveri ed emarginati, e di comunione con la comunità
cattolica latina che accoglie abitativamente i volontari.
Le attività che vengono svolte sono: corsi di lingua italiana,
inglese e spagnola; animazione con i bambini; assistenza nel "Camin
dei Batrani" (anziani e handicappati); animazione nelle case-famiglia
del Comune per bambini handicappati e nella Casa dei Copii.
Organizzazione e coordinamento sono affidati a padre
Massimo Nevola, presidente dell'associazione "Il Quadrifoglio",
che guida, con straordinarie capacità,i volontari nel loro cammino.
Per approfondimenti o per partecipare ai campi in Romania
consultare il sito www.legamissionaria.it
o rivolgersi al responsabile P.Massimo Nevola (329.9460717)
LE FOTO
Nell'arco dell'estate, tra luglio e agosto,
partono per Sighet 3 gruppi di volontari provenienti da tutta Italia (e
anche dall'estero). Punto di incontro è Trieste da cui, in pullman,
inizia il viaggio per la Romania. Arrivo
a Sighet e preparazione attività
In base ad attitudini e capacità
i volontari scelgono le attività da svolgere. Per noi il periodo
a Sighet è trascorso facendo servizio al “Camin dei batrani”,
cioè la “Casa degli anziani”, che accoglie non solo
vecchi, più o meno malandati, ma anche adulti con seri handicap
mentali e fisici.
Al
Camin dei Batrani (1)
Al
Camin dei Batrani (2)
Chi si sente particolarmente portato per
l’insegnamento delle lingue può scegliere di occuparsi di
una classe a cui insegnare inglese, italiano o spagnolo.
Naturalmente non è un insegnamento che va a ruota libera ma ogni
giorno, prima del corso, le lezioni vengono preparate nei dettagli, per
poi a fine mattinata discutere le problematiche inerenti all’apprendimento
degli alunni e accogliere nuove idee operative. Corsi
di lingue
Un pomeriggio è stato dedicato
alla visita alla Sinagoga di Sighet. Durante gli anni della repressione
nazista la comunità ebraica della cittadina composta da oltre 20.000
persone fu praticamente cancellata. Oggi vivono a Sighet poco più
di un centinaio di ebrei. In questa visita di riflessione Padre Massimo
ha letto alcune pagine del libro “La notte” in cui Elie Wiesel
racconta della sua tragica esperienza di deportazione.
Visita
alla Sinagoga di Sighet
Durante un fine settimana, libero dagli
impegni, tutto il gruppo si è spostato a Cracovia e quindi ad Aushwitz
per una visita di raccoglimento in questo terribile luogo della memoria.
Visita
ad Auschwitz
Incontro, a Satu Mare, con il giovanissimo
pastore della Chiesa cattolica che ci ha offerto la cena e una calorosa
accoglienza. Incontro
con il vescovo di Satu Mare

IL PROGETTO
QUADRIFOGLIO:
storia, obiettivi e problematiche
Nell'estate del 2001, durante un campo
di lavoro dell'Associazione Lega Missionaria Studenti, [associazione dell'apostolato
giovanile della Compagnia di Gesù) a Sighetu Mamatiei in Romania,
i Padri Massimo Nevola s.j. e Vitangelo Denora s.j., con altri ragazzi
partecipanti al campo, incontrarono un piccolo gruppo di bambini che quella
notte dormiva in una discarica.
Da quell'incontro nacque il desiderio di dare una casa ed una famiglia
a chi, a Sighet, non aveva ne tetto, ne affetto.
Sighetu Marmatiei, chiamata anche Sighet è un municipio della Romania
di 41.640 abitanti, ubicato ne! distretto di Maramures, nella regione
storica della Transilvania.
Fanno parte dell'area amministrativa anche
le località di lapa, Lazu Baciului, Sugàu, Valea Cufundoasa
e Valea Hotarului.
La città è situata alla confluenza dei fiumi Iza e Tibisco
ed è uno dei centri culturali ed economici del Maramures storico;
fino al periodo tra le due guerre mondiali fu il capoluogo del distretto.
Alla fine della Prima guerra mondiale Sighet divenne parte del Regno di
Romania, per ritornare sotto l'amministrazione ungherese durante la Seconda
guerra mondiale in esecuzione del Secondo arbitrato di Vienna; durante
questo periodo, oltre 20.000 ebrei furono avviati ai campi di concentramento,
tra cui lo scrittore e Premio Nobel per la pace Elie Wiesel.
La città ritornò a far parte della Romania alla fine della
Seconda guerra mondiale, in attuazione dei Trattati di Parigi.
A Sighet convivono, con fragili equilibri,
molte etnie diverse, molte confessioni religiose ed esiste un divario
economico molto forte tra le diverse fasce sociali. La popolazione della
città è composta per quasi l’80% da romeni, per poco
più del 15% da ungheresi, per circa l’1% da Rom, mentre circa
il 3% è costituito da ucraini e rusini. La comunità ebraica,
molto numerosa fino al 1940, la più alta in percentuale dell'intera
Romania, è stata duramente colpita dall'Olocausto ed è oggi
pressoché totalmente assente.
A Sighet, la popolazione è in maggioranza
rumena divisa tra cristiani Ortodossi, che si rifanno al Patriarcato di
Costantinopoli, e cristiani Uniati. Vi sono poi numerose minoranze: quella
ungherese di religione Romano Cattolica e lingua ungherese, quella dei
Teutoni di religione Calvinista e lingua tedesca, quella ucraina di religione
Ortodossa e quella Rom.
Dopo un anno di ricerche, di studio e
di discernimento, nell'agosto del 2002, nacque l'associazione italo-rumena
"II Quadrifoglio”. L’associazione, registrata in entrambi
gli Stati, è soggetta alle leggi vigenti nello Stato rumeno, ha
organi collegiali composti da mèmbri rumeni e da membri Italiani
ed e presieduta da Massimo Nevola sj.
L'Associazione “Il Quadrifoglio",
dopo una fase di studio del contesto e del tessuto sociale, ha deciso
di impegnarsi nella costruzione di strutture di accoglienza materiale
e umana dei ragazzi provenienti da contesti gravemente disagiati del territorio
di Sighetu Marmatiei. Tali strutture incarnano le finalità del
progetto: dare ai ragazzi/e emarginati/e un tetto e una dimensione affettiva
che li educhino e li formino.
Dare speranza (ed accompagnarne la realizzazione) a chi sembrerebbe non
averne è la sfida e il centro della “mission” dell’associazione
“Il Quadrifoglio”.
L'Associazione si è confrontata
con i bisogni del territorio, i suoi volontari e i suoi organi collegiali
hanno scandagliato i livelli più profondi e problematici della
miseria e dell’aridità umana alla quale i minori rumeni sono
esposti.
All'inizio del 2000 la Romania, che muoveva
i primi passi verso l'Unione Europea, faticava a raggiungere i parametri
per l'ingresso nell'UE. Uno di questi concerneva la questione dei minori
e l'elevato numero d'istituti per orfani. In quegli anni lo stato rumeno
era impegnato a risolvere il gravoso fardello di migliala di centri e
orfanotrofi presenti nella nazione.
I pochi mezzi economici a disposizione dello Stato non consentivano una
politica di ricollocamento efficace per i ragazzi, che dopo brevi periodi
di soggiorno in famiglie, lasciavano emergere le loro problematicità
e finivano per tornare in strada, esponendosi alle violenze e allo sfruttamento,
piccoli schiavi e schiave facilmente soggiogati dalle criminalità
locali.
Con l'acquisita consapevolezza di questa
realtà, l'associazione "II Quadrifoglio" ha sentito l'assoluta
necessità di intervenire in quel vuoto che c'era tra la chiusura
degli orfanotrofi statali e il ricollocamento dei minori.
Il problema principale che l'associazione Quadrifoglio ha individuato
nel contesto di Sighet è l'abbandono dei minori.
La fragilità economica di un paese che dopo cinquant’ anni
di regime comunista si trova a doversi adeguare agli standard economici
e legali (e indirettamente agli elevati modelli di consumo] dell'Unione
Europea e, al contempo, il delicato equilibrio etnico e religioso, sono
le cause principali di disagi sociali quali l'alcolismo e la violenza
domestica.
Conseguenze di queste fragilità, la chiusura di orfanotrofi statali
e l'incapacità delle istituzioni locali di far fronte alle delicate
esigenze a rischio inasprisce il fenomeno dell'abbandono dei bambini.
In questo contesto, la vita dei bambini viene lasciata molto spesso al
caso. I minori, infatti, conducono una vita di strada che spesse volte
degrada nello spaccio/assunzione di droga, prostituzione, sfruttamento,
criminalità e disagio comportamentale.
Un altro livello di analisi che l'associazione
"II Quadrifoglio" ha dovuto sviluppare nella fase di progettazione
delle case famiglie, riguarda più strettamente i ragazzi. L'associazione
ha predisposto uno specifico lavoro di primo contatto per comprendere
al meglio Ia condizione di partenza dei ragazzi e delle ragazze che avrebbe
accolto. Per lunghi periodi gli operatori hanno vissuto con i ragazzi
degli orfanotrofi, hanno condiviso con loro la vita dell'orfanotrofio,
hanno conosciuto le loro abitudini disordinate, i loro abusi, i loro problemi,
la droga sintetica con la quale si stordivano, i rifugi e le tane per
nascondersi. Questo primo passaggio della progettazione è risultato
essenziale per capire quale strategia intraprendere per il loro recupero.
La scoperta delle degradata condizione sociale precedentemente illustrata
ha portato l'associazione ad accelerare l'intervento e ad optare per l'avvio
del Progetto con l'apertura di due case famiglia anziché di una.
Dopo la realizzazione del primo step del progetto con l'apertura di queste
prime due case famiglia, l'associazione ha affrontato il quotidiano, quel
lavoro silenzioso di prossimità, di collaborazione, di sviluppo,
d'affetto che è la dimensione più importante del nostro
operare a Sighet. L'analisi dei buoni risultati
raggiunti nei primi quattro anni, ha portato l'Associazione ad implementare
il progetto e si è arrivati all'apertura della terza casa famiglia
entrata a pieno regime nell'agosto 2007.
Il PROGETTO QUADRIFOGLIO:
Obiettivi, risultati ed attività
L'impatto principale che il progetto Quadrifoglio
aspira ad ottenere nel tessuto sociale di Sighet riguarda il recupero,
crescita, educazione e formazione di bambini meno abbienti per reinserimento
sociale e lavorativo. A tal fine, l'associazione Quadrifoglio si propone
il raggiungimento di quattro obiettivi strettamente interconnessi:
1) Sopravvivenza dei minori a rischio
2) Sviluppo umano e educativo
3] Sviluppo culturale
4) Avviamento all'attività lavorativa
1.Sopravvivenza
II Progetto Quadrifoglio realizza e mantiene strutture idonee all'accoglienza
di ragazzi provenienti dagl'istituti per orfani dello stato rumeno, da
famiglie fortemente disagiate e da contesti violenti come le strade delle
città. Le Case Famiglia Quadrifoglio sono tre, due delle quali
hanno una recettività di dieci ragazzi/e ciascuna mentre la terza
ne ospita sette.
Le case sono gestite interamente da personale rumeno [nello specifico,
un personale domestico/logistico ed educativo/formativo) ed è inserita
in una rete di relazioni col territorio molto forti, dalle maglie abbastanza
strette da consentire di accompagnare il ragazzo nella sua vita anche
fuori dalla casa (scuola, amici, sport) garantendo sicurezza, attenzione,
affetto e discrezione.
Gli indicatori potenzialmente utilizzabili per la verifica del raggiungimento
di questo obiettivo sono: sostenibilità economica e finanziaria
delle Case; n. di bambini totali che hanno beneficiato e beneficiano del
progetto Quadrifoglio; miglioramento condizioni di vita (specialmente
igieniche ed alimentari) dei beneficiari rispetto alle condizioni di partenza.
Ad assicurare la corretta implementazione del progetto è l'associazione
Quadrifoglio in partnership (prevalentemente per sostegno economico) con
Popica Onlus, Aiutaci a vivere Onlus, Fondazione Magis, Protectia Copilor.
I costi totali previsti per il mantenimento delle case famiglia si distribuiscono
nella maniera seguente:
• Casa Famiglia 1:€ 40.000
• Casa Famiglia 2: € 50.000
• Casa Famiglia 3: €44.000
In discontinuità con progetti simili, nel Progetto Quadrifoglio
tutto il personale (circa 20 impiegati) è locale.
Il rischio primario avvertito negli anni di implementazione del progetto
riguarda l'autosostenibilità economica. Il crescente costo della
vita in Romania e l'elevato tasso di inflazione contribuiscono a rendere
difficoltoso il reperimento dei fondi di cui l'associazione
Quadrifoglio e i partners sopra elencati sono gli unici responsabili.
Accordi con enti pubblici di diverso livello [italiani o internazionali]
per finanziamento stabile del progetto ed un maggior coinvolgimento di
ONG ed enti locali rumeni risulta dunque sempre più necessario
per il reperimento di risorse umane ed economiche ai fini di una maggiore
sostenibilità di lungo periodo delle case famiglia.
Un altro rischio potenziale è costituito dalla crescente "Italia-fobia.
'II crescente astio nei confronti degli italiani che da qualche anno si
riscontra a Sighet e si manifesta in micro- episodi di violenza nei confronti
di volontari del progetto Quadrifoglio è l'immediata reazione di
una parte della popolazione locale alle pratiche di sfruttamento sessuale
da parte degli italiani in Romania e alle scelte del governo italiano
del maggio 2008 in materia di sicurezza ed immigrazione.
Dinanzi questi ultimi due fenomeni, l'accresciuta percezione locale del
progetto Quadrifoglio come "italiano" si trasforma in un potenziale
rischio per la sua sussistenza, minando la serenità e la sostenibilità
di lungo periodo delle case famiglia.
Non essendo il Quadrifoglio responsabile diretto delle cause di questo
fenomeno, è difficile individuare potenziali azioni di rimedio.
Ad ogni modo, rinforzare la dimensione locale attraverso una maggiore
delocalizzazione del progetto (già comunque fortemente radicato
nel territorio) potrebbe contribuire a riportare la percezione sociale
del progetto nella dimensione locale piuttosto che internazionale.
Dinanzi il rischio di una crescente inflazione locale l'associazione Quadrifoglio
e i suoi partners provvederanno all'accantonamento annuale di un fondo
specifico per l'adeguamento salariale del personale locale e per far fronte
agli accresciuti costi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
2. Sviluppo umano ed educativo
La promozione dello sviluppo umano dei
beneficiari del progetto viene assicurata tramite l'implementazione delle
seguenti attività:
a) Crescita relazionale dei bambini
tramite la previsione di un nucleo affettivo stabile, cioè
di una famiglia composta da una madre ed un padre, con già dei
figli.
La scelta di affidare i ragazzi ospiti delle case famiglia a coppie, e
impiegare le coppie in pianta stabile nella casa,
risulta importante per marcare una discontinuità netta con il sistema
degli istituti di stato (orfanotrofi), dove i ragazzi vedono cambiare
ogni sei/otto ore l'educatore. Non potendo legare a nessuno di essi il
proprio affetto, spesso i ragazzi crescono con forti disturbi del comportamento
e dell'apprendimento.
In ogni struttura opera in modo stabile una famiglia, una coppia di genitori
legati che vivono, insieme ai loro figli naturali, con i ragazzi che accoglie
la Casa Famiglia. La famiglia rappresenta il fulcro portante della struttura.
Da loro dipende il personale domestico e quello educativo, con il quale
lavorano in equipe per lo sviluppo del progetto formativo di ciascun ragazzo.
I genitori che vivono nella casa con i ragazzi, garantiscono loro un riferimento
affettivo stabile e culturalmente affine.
b) Educazione specifica tramite presenza
di educatori specializzati per famiglia.
L'equipe educativa è formata da animatori [per i ragazzi più
piccoli] ed educatori che si adoperano a sostenere i ragazzi sia nell'adempimento
degli obblighi scolastici minimi ai quali sono chiamati, sia nella crescita
umana e culturale.
La formazione scolastica, in particolare, è spesso un ostacolo
molto duro per i ragazzi ospitati nelle nostre strutture, e sono per questo
necessarie figure di riferimento che li accompagnino e li guidino in quest'ambito.
Nello specifico, l'equipe è composta da 3 operatori per ciascuna
struttura. Gli operatori vengono impiegati in orari diversi, divisi tra
mattino e pomeriggio, ed è spesso richiesto loro un ulteriore sforzo
di elasticità per venire incontro a quelle che sono le necessità
del ragazzo o della ragazza che accogliamo.
c) Previsione
di un personale logistico/domestico come ulteriore punto di riferimento
per bambini.
Anche il personale logistico/domestico [collaboratrici domestiche e collaboratori
alla manutenzione delle strutture, 3 per ciascuna casa] fa parte del personale
educativo, essendo spesso punto di riferimento per i ragazzi.
L'intero personale dell'equipe educativa è locale e, generalmente,
gli stipendi pagati ammontano a circa € 64.000 [totale annuo per
3 case).
L'associazione Quadrifoglio si avvale di collaborazioni di professionisti
di diversi ambiti:
• personale logistico/edile per le riparazioni e le manutenzioni
delle strutture;
• medici specialisti per i problemi puntuali che ciascun ragazzo
presenta;
• assistenti sociali del Comune di Sighet;
• una psicologa, per seguire il problematico processo di crescita
dei ragazzi che hanno subito traumi infantili.
Tutte le collaborazioni sono di massimo livello per garantire ai ragazzi
accolti il più elevato servizio, sia tecnico che umano, di assistenza
e di sviluppo delle proprie potenzialità.
Come indicatori oggettivamente osservabili per valicare il raggiungimento
dell'obiettivo è possibile considerare ad esempio l' attuale livello
di aggressività, capacità comunicativa, autosufficienza,
autostima,etc. raggiunto dai beneficiari e compararlo con il livello di
partenza. Tale valutazione tecnica sarà cura dello staff medico
ordinario e pedagogico/educativo locale e italiano.
Uno dei rischi più rilevanti per il raggiungimento dell'obiettivo
della crescita umana ed educativa, riscontratesi anche in passato, consiste
nella spesso inadeguata capacità educativa della famiglia, ovvero
nell'educazione dei beneficiari con modelli di comportamento non condivisi
da parte dei responsabili di progetto. In tali casi, si è proceduto
con la sostituzione della famiglia e/o staff educativo inadeguato.
Tuttavia, per limitare tali eventualità, l'associazione Quadrifoglio
prevede l'incremento di attività volte al monitoraggio dello staff
educativo e la previsione schemi virtuosi di incentivi al lavoro quali
ad es., l'adeguazione temporale e quantitativa degli stipendi a seconda
del raggiungimento di risultati osservabili da parte dei bambini.
3. Sviluppo culturale
Strettamente collegato agli obiettivi precedenti, il raggiungimento dello
sviluppo culturale dei beneficiari rispetto alle condizioni di partenza
viene realizzato attraverso il sostegno educativo/scolastico e familiare
e tramite strumenti eterogenei quali scuola, educazione al volontariato,
musica, lettura, gioco educativo, sport, escursioni, etc.
In particolare, il progetto educativo che viene praticato nelle Case famiglia
è volto contemporaneamente ad una crescita relazionale, culturale
e scolastica.
Lo studio personalizzato per ciascun ragazzo del proprio progetto educativo
viene coordinato dal Padre Vitangelo Denora s.j., già dottore in
giurisprudenza, Filosofia e Teologia, ed esperto psicologo. Lui ha redatto
il paradigma formativo che viene declinato nel modo più opportuno
per
ciascuno ragazzo.
Tale percorso formativo è volto alla realizzazione sincronica di
tutti gli ambiti della personalità e del carattere dell'utente.
Essendo i risultati attesi quelli di un miglioramento della scolarizzazione
[inclusa la scelta di proseguire con istruzione universitaria] e socializzazione
dei beneficiari del programma, gli indicatori da considerare per la valutazione
delle attività consistono nel rendimento scolastico, la capacità
relazionale e il grado di autostima. Anche in questo caso, la valutazione
tecnica sarà cura dello staff medico ordinario e pedagogico/educativo
locale e italiano.
Quanto ai rischi potenziali per il raggiungimento dei risultati attesi,
difficoltà di miglioramento delle condizioni dei beneficiari possono
scaturire dal contesto circostante piuttosto inappropriato.
All'esterno del "mondo" delle case famiglia, i ragazzi accolti
si ritroverebbero circondati da modelli di comportamento e consumo (es.,
droga, illegalità e violenza) radicalmente opposti ai modelli educativi
adottati all'interno delle case stesse.
A tal proposito, possibili azioni di rimedio a tali difficoltà
potrebbero consistere in:
• azioni di sensibilizzazione nelle scuole attraverso seminari
• organizzazione eventi per integrazione/interazione beneficiari
con altri
coetanei (es., saggi di musica, manifestazioni teatrali, etc.) volte al
"contagio
positivo", reciprocamente arricchente.
• attività volte al rispetto e promozione delle tradizioni
locali nell'educazione dei
beneficiari.
• educazione dei beneficiari al volontariato locale per favorire
la formazione di
personalità a sua volta in grado di formare individui con disagio
sociale.
Anche in questo caso, l'intero personale dell'equipe educativa è
locale e gli stipendi pagati ammontano a circa € 64.000 (totale annuo
per 3 case).
4. Avviamento all'attività lavorativa e all'autosufficienza
Nelle Case Famiglia del Quadrifoglio, i minori affidati restano fino al
compimento della maggiore età. Raggiunti i diciotto anni, possono
scegliere se rimanere in casa intraprendendo un percorso universitario
o decidere di trovare un impiego e formare una propria famiglia.
Non vi è un limite preciso alla permanenza nella struttura. Ove
se ne valutino le necessità, si offre la possibilità di
vivere con serenità e in piena libertà la scelta di lasciare
le strutture del Quadrifoglio. Lo Staff garantisce anche per il periodo
successivo all'uscita dalle strutture una fase di accompagnamento per
il ragazzo o la ragazza che si avvia verso l'autosufficienza.
Ai fini del raggiungimento di tale obiettivo, il progetto Quadrifoglio
prevede percorsi di avviamento dei giovani delle case famiglia all'attività
lavorativa, dedicati soprattutto a chi sceglierà liberamente di
intraprendere la strada dell'impiego locale.
Le attività previste dall'associazione consistono in un laboratorio
fotografico tenuto volontariamente dal fotografo italiano Giovanni Tancredi
ed in un laboratorio artigianale per lavori in legno tenuto dalla ditta
locale Ofrim.
Gli stessi laboratori contribuiranno a loro volta alla maturazione da
parte dei beneficiari della scelta riguardo il perseguimento della carriera
professionale o il proseguimento degli studi.
A tal riguardo, potenziali indicatori per la valutazione dei progressi
dei ragazzi consistono nel grado di autostima maturata, nella percezione
delle proprie capacità e nella percezione di opportunità
per il futuro. La valutazione di tali obiettivi sarà affidata allo
staff pedagogico/educativo locale e italiano.
Il rischio principale che ostacolerebbe la realizzazione dell'obiettivo
in esame consiste nella preoccupante scarsità di concrete opportunità
lavorative volte ad assicurare ai ragazzi quantomeno l'autosostentamento.
La singola associazione Quadrifoglio non è in grado di implementare
attività volte all'allargamento di opportunità di lavoro
stabile nel contesto locale e/o di miglioramento della competitivita delle
imprese locali.
A tal proposito, comunque, eventuali future partnerships con organizzazioni
di microcredito nazionali o internazionali assicurerebbe un futuro più
stabile ai beneficiari delle case famiglia.
Per contribuire al progetto, offerte e contributi possono
essere inviati direttamente al conto dell'associazione "Il Quadrifoglio"
sul
CCB n° 2511.2-4514.6/EUR della "Banca Comerciala
Romana", fil.Sighetul Marmatiei (MM) - Romania
Causale: Sostegno Casa Famiglia "Il Quadrifoglio"
oppure su:
CCB n° 65339536 (ABI 3002.3 - CAB 3294.6) della Banca
di Roma
intestato a Segretariato Nazionale della Lega Missionaria Studenti -Roma
con causale PRO QUADRIFOGLIO
CCB n° 509259 (ABI 1025 - CAB 3200) del S. Paolo IMI
spa,
intestato a MAGIS, specificando bene la causale:
SOSTEGNO AL PROGETTO QUADRIFOGLIO - SIGHET (ROMANIA)
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