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Campo estivo a Sighet

con la Lega Missionaria Studenti
per il
PROGETTO SPERANZA 2008
-Campi estivi di solidarietà-

Romania




 

05-21 luglio 2008



 

Momento forte dell' estate per il GVR è stato il campo estivo a Sighetu Mamatiei, chiamata anche Sighet (isola), con la Lega Missionaria Studenti (associazione dell'apostolato giovanile della Compagnia di Gesù).
In questa città della Transilvania, nell'estate del 2001, è nato il "Progetto Quadrifoglio" per rispondere a due gravi emergenze presenti oggi in Romania: i bambini orfani o abbandonati (che spesso vivono per strada e dimorano nei canali fognari) e la prostituzione minorile.
L'iniziativa non è partita da una riflessione a tavolino ma è frutto di numerosi viaggi e campi di condivisione vissuti negli ultimi sei anni, nei quali, amaramente, si è constatato il progressivo e continuo degrado delle condizioni sociali.

La Lega Missionaria propone, già da qualche anno, dei campi estivi a chiunque, di qualsiasi età, desideri vivere una forte esperienza di solidarietà con la popolazione rumena di Sighet, specialmente con i più poveri ed emarginati, e di comunione con la comunità cattolica latina che accoglie abitativamente i volontari.
Le attività che vengono svolte sono: corsi di lingua italiana, inglese e spagnola; animazione con i bambini; assistenza nel "Camin dei Batrani" (anziani e handicappati); animazione nelle case-famiglia del Comune per bambini handicappati e nella Casa dei Copii.

Organizzazione e coordinamento sono affidati a padre Massimo Nevola, presidente dell'associazione "Il Quadrifoglio", che guida, con straordinarie capacità,i volontari nel loro cammino.

 

Per approfondimenti o per partecipare ai campi in Romania consultare il sito www.legamissionaria.it
o rivolgersi al responsabile P.Massimo Nevola (329.9460717)


LE FOTO

Nell'arco dell'estate, tra luglio e agosto, partono per Sighet 3 gruppi di volontari provenienti da tutta Italia (e anche dall'estero). Punto di incontro è Trieste da cui, in pullman, inizia il viaggio per la Romania. Arrivo a Sighet e preparazione attività

In base ad attitudini e capacità i volontari scelgono le attività da svolgere. Per noi il periodo a Sighet è trascorso facendo servizio al “Camin dei batrani”, cioè la “Casa degli anziani”, che accoglie non solo vecchi, più o meno malandati, ma anche adulti con seri handicap mentali e fisici.
Al Camin dei Batrani (1)
Al Camin dei Batrani (2)

Chi si sente particolarmente portato per l’insegnamento delle lingue può scegliere di occuparsi di una classe a cui insegnare inglese, italiano o spagnolo.
Naturalmente non è un insegnamento che va a ruota libera ma ogni giorno, prima del corso, le lezioni vengono preparate nei dettagli, per poi a fine mattinata discutere le problematiche inerenti all’apprendimento degli alunni e accogliere nuove idee operative.
Corsi di lingue

Un pomeriggio è stato dedicato alla visita alla Sinagoga di Sighet. Durante gli anni della repressione nazista la comunità ebraica della cittadina composta da oltre 20.000 persone fu praticamente cancellata. Oggi vivono a Sighet poco più di un centinaio di ebrei. In questa visita di riflessione Padre Massimo ha letto alcune pagine del libro “La notte” in cui Elie Wiesel racconta della sua tragica esperienza di deportazione. Visita alla Sinagoga di Sighet

Durante un fine settimana, libero dagli impegni, tutto il gruppo si è spostato a Cracovia e quindi ad Aushwitz per una visita di raccoglimento in questo terribile luogo della memoria. Visita ad Auschwitz

Incontro, a Satu Mare, con il giovanissimo pastore della Chiesa cattolica che ci ha offerto la cena e una calorosa accoglienza. Incontro con il vescovo di Satu Mare


 

 

IL PROGETTO QUADRIFOGLIO:
storia, obiettivi e problematiche

 

Nell'estate del 2001, durante un campo di lavoro dell'Associazione Lega Missionaria Studenti, [associazione dell'apostolato giovanile della Compagnia di Gesù) a Sighetu Mamatiei in Romania, i Padri Massimo Nevola s.j. e Vitangelo Denora s.j., con altri ragazzi partecipanti al campo, incontrarono un piccolo gruppo di bambini che quella notte dormiva in una discarica.
Da quell'incontro nacque il desiderio di dare una casa ed una famiglia a chi, a Sighet, non aveva ne tetto, ne affetto.
Sighetu Marmatiei, chiamata anche Sighet è un municipio della Romania di 41.640 abitanti, ubicato ne! distretto di Maramures, nella regione storica della Transilvania.

Fanno parte dell'area amministrativa anche le località di lapa, Lazu Baciului, Sugàu, Valea Cufundoasa e Valea Hotarului.
La città è situata alla confluenza dei fiumi Iza e Tibisco ed è uno dei centri culturali ed economici del Maramures storico; fino al periodo tra le due guerre mondiali fu il capoluogo del distretto.
Alla fine della Prima guerra mondiale Sighet divenne parte del Regno di Romania, per ritornare sotto l'amministrazione ungherese durante la Seconda guerra mondiale in esecuzione del Secondo arbitrato di Vienna; durante questo periodo, oltre 20.000 ebrei furono avviati ai campi di concentramento, tra cui lo scrittore e Premio Nobel per la pace Elie Wiesel.
La città ritornò a far parte della Romania alla fine della Seconda guerra mondiale, in attuazione dei Trattati di Parigi.

A Sighet convivono, con fragili equilibri, molte etnie diverse, molte confessioni religiose ed esiste un divario economico molto forte tra le diverse fasce sociali. La popolazione della città è composta per quasi l’80% da romeni, per poco più del 15% da ungheresi, per circa l’1% da Rom, mentre circa il 3% è costituito da ucraini e rusini. La comunità ebraica, molto numerosa fino al 1940, la più alta in percentuale dell'intera Romania, è stata duramente colpita dall'Olocausto ed è oggi pressoché totalmente assente.

A Sighet, la popolazione è in maggioranza rumena divisa tra cristiani Ortodossi, che si rifanno al Patriarcato di Costantinopoli, e cristiani Uniati. Vi sono poi numerose minoranze: quella ungherese di religione Romano Cattolica e lingua ungherese, quella dei Teutoni di religione Calvinista e lingua tedesca, quella ucraina di religione Ortodossa e quella Rom.

Dopo un anno di ricerche, di studio e di discernimento, nell'agosto del 2002, nacque l'associazione italo-rumena "II Quadrifoglio”. L’associazione, registrata in entrambi gli Stati, è soggetta alle leggi vigenti nello Stato rumeno, ha organi collegiali composti da mèmbri rumeni e da membri Italiani ed e presieduta da Massimo Nevola sj.

L'Associazione “Il Quadrifoglio", dopo una fase di studio del contesto e del tessuto sociale, ha deciso di impegnarsi nella costruzione di strutture di accoglienza materiale e umana dei ragazzi provenienti da contesti gravemente disagiati del territorio di Sighetu Marmatiei. Tali strutture incarnano le finalità del progetto: dare ai ragazzi/e emarginati/e un tetto e una dimensione affettiva che li educhino e li formino.
Dare speranza (ed accompagnarne la realizzazione) a chi sembrerebbe non averne è la sfida e il centro della “mission” dell’associazione “Il Quadrifoglio”.

L'Associazione si è confrontata con i bisogni del territorio, i suoi volontari e i suoi organi collegiali hanno scandagliato i livelli più profondi e problematici della miseria e dell’aridità umana alla quale i minori rumeni sono esposti.

All'inizio del 2000 la Romania, che muoveva i primi passi verso l'Unione Europea, faticava a raggiungere i parametri per l'ingresso nell'UE. Uno di questi concerneva la questione dei minori e l'elevato numero d'istituti per orfani. In quegli anni lo stato rumeno era impegnato a risolvere il gravoso fardello di migliala di centri e orfanotrofi presenti nella nazione.
I pochi mezzi economici a disposizione dello Stato non consentivano una politica di ricollocamento efficace per i ragazzi, che dopo brevi periodi di soggiorno in famiglie, lasciavano emergere le loro problematicità e finivano per tornare in strada, esponendosi alle violenze e allo sfruttamento, piccoli schiavi e schiave facilmente soggiogati dalle criminalità locali.

Con l'acquisita consapevolezza di questa realtà, l'associazione "II Quadrifoglio" ha sentito l'assoluta necessità di intervenire in quel vuoto che c'era tra la chiusura degli orfanotrofi statali e il ricollocamento dei minori.
Il problema principale che l'associazione Quadrifoglio ha individuato nel contesto di Sighet è l'abbandono dei minori.
La fragilità economica di un paese che dopo cinquant’ anni di regime comunista si trova a doversi adeguare agli standard economici e legali (e indirettamente agli elevati modelli di consumo] dell'Unione Europea e, al contempo, il delicato equilibrio etnico e religioso, sono le cause principali di disagi sociali quali l'alcolismo e la violenza domestica.

Conseguenze di queste fragilità, la chiusura di orfanotrofi statali e l'incapacità delle istituzioni locali di far fronte alle delicate esigenze a rischio inasprisce il fenomeno dell'abbandono dei bambini.
In questo contesto, la vita dei bambini viene lasciata molto spesso al caso. I minori, infatti, conducono una vita di strada che spesse volte degrada nello spaccio/assunzione di droga, prostituzione, sfruttamento, criminalità e disagio comportamentale.

 

Un altro livello di analisi che l'associazione "II Quadrifoglio" ha dovuto sviluppare nella fase di progettazione delle case famiglie, riguarda più strettamente i ragazzi. L'associazione ha predisposto uno specifico lavoro di primo contatto per comprendere al meglio Ia condizione di partenza dei ragazzi e delle ragazze che avrebbe accolto. Per lunghi periodi gli operatori hanno vissuto con i ragazzi degli orfanotrofi, hanno condiviso con loro la vita dell'orfanotrofio, hanno conosciuto le loro abitudini disordinate, i loro abusi, i loro problemi, la droga sintetica con la quale si stordivano, i rifugi e le tane per nascondersi. Questo primo passaggio della progettazione è risultato essenziale per capire quale strategia intraprendere per il loro recupero.

La scoperta delle degradata condizione sociale precedentemente illustrata ha portato l'associazione ad accelerare l'intervento e ad optare per l'avvio del Progetto con l'apertura di due case famiglia anziché di una.
Dopo la realizzazione del primo step del progetto con l'apertura di queste prime due case famiglia, l'associazione ha affrontato il quotidiano, quel lavoro silenzioso di prossimità, di collaborazione, di sviluppo, d'affetto che è la dimensione più importante del nostro operare a Sighet.
L'analisi dei buoni risultati raggiunti nei primi quattro anni, ha portato l'Associazione ad implementare il progetto e si è arrivati all'apertura della terza casa famiglia entrata a pieno regime nell'agosto 2007.

Il PROGETTO QUADRIFOGLIO: Obiettivi, risultati ed attività

L'impatto principale che il progetto Quadrifoglio aspira ad ottenere nel tessuto sociale di Sighet riguarda il recupero, crescita, educazione e formazione di bambini meno abbienti per reinserimento sociale e lavorativo. A tal fine, l'associazione Quadrifoglio si propone il raggiungimento di quattro obiettivi strettamente interconnessi:

1) Sopravvivenza dei minori a rischio
2) Sviluppo umano e educativo
3] Sviluppo culturale
4) Avviamento all'attività lavorativa



1.Sopravvivenza

II Progetto Quadrifoglio realizza e mantiene strutture idonee all'accoglienza di ragazzi provenienti dagl'istituti per orfani dello stato rumeno, da famiglie fortemente disagiate e da contesti violenti come le strade delle città. Le Case Famiglia Quadrifoglio sono tre, due delle quali hanno una recettività di dieci ragazzi/e ciascuna mentre la terza ne ospita sette.

Le case sono gestite interamente da personale rumeno [nello specifico, un personale domestico/logistico ed educativo/formativo) ed è inserita in una rete di relazioni col territorio molto forti, dalle maglie abbastanza strette da consentire di accompagnare il ragazzo nella sua vita anche fuori dalla casa (scuola, amici, sport) garantendo sicurezza, attenzione, affetto e discrezione.
Gli indicatori potenzialmente utilizzabili per la verifica del raggiungimento di questo obiettivo sono: sostenibilità economica e finanziaria delle Case; n. di bambini totali che hanno beneficiato e beneficiano del progetto Quadrifoglio; miglioramento condizioni di vita (specialmente igieniche ed alimentari) dei beneficiari rispetto alle condizioni di partenza.

Ad assicurare la corretta implementazione del progetto è l'associazione Quadrifoglio in partnership (prevalentemente per sostegno economico) con Popica Onlus, Aiutaci a vivere Onlus, Fondazione Magis, Protectia Copilor. I costi totali previsti per il mantenimento delle case famiglia si distribuiscono nella maniera seguente:

• Casa Famiglia 1:€ 40.000
• Casa Famiglia 2: € 50.000
• Casa Famiglia 3: €44.000

In discontinuità con progetti simili, nel Progetto Quadrifoglio tutto il personale (circa 20 impiegati) è locale.
Il rischio primario avvertito negli anni di implementazione del progetto riguarda l'autosostenibilità economica. Il crescente costo della vita in Romania e l'elevato tasso di inflazione contribuiscono a rendere difficoltoso il reperimento dei fondi di cui l'associazione
Quadrifoglio e i partners sopra elencati sono gli unici responsabili. Accordi con enti pubblici di diverso livello [italiani o internazionali] per finanziamento stabile del progetto ed un maggior coinvolgimento di ONG ed enti locali rumeni risulta dunque sempre più necessario per il reperimento di risorse umane ed economiche ai fini di una maggiore sostenibilità di lungo periodo delle case famiglia.

Un altro rischio potenziale è costituito dalla crescente "Italia-fobia. 'II crescente astio nei confronti degli italiani che da qualche anno si riscontra a Sighet e si manifesta in micro- episodi di violenza nei confronti di volontari del progetto Quadrifoglio è l'immediata reazione di una parte della popolazione locale alle pratiche di sfruttamento sessuale da parte degli italiani in Romania e alle scelte del governo italiano del maggio 2008 in materia di sicurezza ed immigrazione.

Dinanzi questi ultimi due fenomeni, l'accresciuta percezione locale del progetto Quadrifoglio come "italiano" si trasforma in un potenziale rischio per la sua sussistenza, minando la serenità e la sostenibilità di lungo periodo delle case famiglia.
Non essendo il Quadrifoglio responsabile diretto delle cause di questo fenomeno, è difficile individuare potenziali azioni di rimedio. Ad ogni modo, rinforzare la dimensione locale attraverso una maggiore delocalizzazione del progetto (già comunque fortemente radicato nel territorio) potrebbe contribuire a riportare la percezione sociale del progetto nella dimensione locale piuttosto che internazionale.
Dinanzi il rischio di una crescente inflazione locale l'associazione Quadrifoglio e i suoi partners provvederanno all'accantonamento annuale di un fondo specifico per l'adeguamento salariale del personale locale e per far fronte agli accresciuti costi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

 

2. Sviluppo umano ed educativo

La promozione dello sviluppo umano dei beneficiari del progetto viene assicurata tramite l'implementazione delle seguenti attività:

a) Crescita relazionale dei bambini tramite la previsione di un nucleo affettivo stabile, cioè di una famiglia composta da una madre ed un padre, con già dei figli.
La scelta di affidare i ragazzi ospiti delle case famiglia a coppie, e impiegare le
coppie in pianta stabile nella casa, risulta importante per marcare una discontinuità netta con il sistema degli istituti di stato (orfanotrofi), dove i ragazzi vedono cambiare ogni sei/otto ore l'educatore. Non potendo legare a nessuno di essi il proprio affetto, spesso i ragazzi crescono con forti disturbi del comportamento e dell'apprendimento.

In ogni struttura opera in modo stabile una famiglia, una coppia di genitori legati che vivono, insieme ai loro figli naturali, con i ragazzi che accoglie la Casa Famiglia. La famiglia rappresenta il fulcro portante della struttura. Da loro dipende il personale domestico e quello educativo, con il quale lavorano in equipe per lo sviluppo del progetto formativo di ciascun ragazzo. I genitori che vivono nella casa con i ragazzi, garantiscono loro un riferimento affettivo stabile e culturalmente affine.

b) Educazione specifica tramite presenza di educatori specializzati per famiglia.
L'equipe educativa è formata da animatori [per i ragazzi più piccoli] ed educatori che si adoperano a sostenere i ragazzi sia nell'adempimento degli obblighi scolastici minimi ai quali sono chiamati, sia nella crescita umana e culturale.
La formazione scolastica, in particolare, è spesso un ostacolo molto duro per i ragazzi ospitati nelle nostre strutture, e sono per questo necessarie figure di riferimento che li accompagnino e li guidino in quest'ambito.

Nello specifico, l'equipe è composta da 3 operatori per ciascuna struttura. Gli operatori vengono impiegati in orari diversi, divisi tra mattino e pomeriggio, ed è spesso richiesto loro un ulteriore sforzo di elasticità per venire incontro a quelle che sono le necessità del ragazzo o della ragazza che accogliamo.


c) Previsione di un personale logistico/domestico come ulteriore punto di riferimento per bambini.
Anche il personale logistico/domestico [collaboratrici domestiche e collaboratori alla manutenzione delle strutture, 3 per ciascuna casa] fa parte del personale educativo, essendo spesso punto di riferimento per i ragazzi.
L'intero personale dell'equipe educativa è locale e, generalmente, gli stipendi pagati ammontano a circa € 64.000 [totale annuo per 3 case).
L'associazione Quadrifoglio si avvale di collaborazioni di professionisti di diversi ambiti:

• personale logistico/edile per le riparazioni e le manutenzioni delle strutture;
• medici specialisti per i problemi puntuali che ciascun ragazzo presenta;
• assistenti sociali del Comune di Sighet;
• una psicologa, per seguire il problematico processo di crescita dei ragazzi che hanno subito traumi infantili.

Tutte le collaborazioni sono di massimo livello per garantire ai ragazzi accolti il più elevato servizio, sia tecnico che umano, di assistenza e di sviluppo delle proprie potenzialità.
Come indicatori oggettivamente osservabili per valicare il raggiungimento dell'obiettivo è possibile considerare ad esempio l' attuale livello di aggressività, capacità comunicativa, autosufficienza, autostima,etc. raggiunto dai beneficiari e compararlo con il livello di partenza. Tale valutazione tecnica sarà cura dello staff medico ordinario e pedagogico/educativo locale e italiano.

Uno dei rischi più rilevanti per il raggiungimento dell'obiettivo della crescita umana ed educativa, riscontratesi anche in passato, consiste nella spesso inadeguata capacità educativa della famiglia, ovvero nell'educazione dei beneficiari con modelli di comportamento non condivisi da parte dei responsabili di progetto. In tali casi, si è proceduto con la sostituzione della famiglia e/o staff educativo inadeguato.
Tuttavia, per limitare tali eventualità, l'associazione Quadrifoglio prevede l'incremento di attività volte al monitoraggio dello staff educativo e la previsione schemi virtuosi di incentivi al lavoro quali ad es., l'adeguazione temporale e quantitativa degli stipendi a seconda del raggiungimento di risultati osservabili da parte dei bambini.


3. Sviluppo culturale

Strettamente collegato agli obiettivi precedenti, il raggiungimento dello sviluppo culturale dei beneficiari rispetto alle condizioni di partenza viene realizzato attraverso il sostegno educativo/scolastico e familiare e tramite strumenti eterogenei quali scuola, educazione al volontariato, musica, lettura, gioco educativo, sport, escursioni, etc.
In particolare, il progetto educativo che viene praticato nelle Case famiglia è volto contemporaneamente ad una crescita relazionale, culturale e scolastica.

Lo studio personalizzato per ciascun ragazzo del proprio progetto educativo viene coordinato dal Padre Vitangelo Denora s.j., già dottore in giurisprudenza, Filosofia e Teologia, ed esperto psicologo. Lui ha redatto il paradigma formativo che viene declinato nel modo più opportuno per
ciascuno ragazzo.
Tale percorso formativo è volto alla realizzazione sincronica di tutti gli ambiti della personalità e del carattere dell'utente.
Essendo i risultati attesi quelli di un miglioramento della scolarizzazione [inclusa la scelta di proseguire con istruzione universitaria] e socializzazione dei beneficiari del programma, gli indicatori da considerare per la valutazione delle attività consistono nel rendimento scolastico, la capacità relazionale e il grado di autostima. Anche in questo caso, la valutazione tecnica sarà cura dello staff medico ordinario e pedagogico/educativo locale e italiano.

Quanto ai rischi potenziali per il raggiungimento dei risultati attesi, difficoltà di miglioramento delle condizioni dei beneficiari possono scaturire dal contesto circostante piuttosto inappropriato.
All'esterno del "mondo" delle case famiglia, i ragazzi accolti si ritroverebbero circondati da modelli di comportamento e consumo (es., droga, illegalità e violenza) radicalmente opposti ai modelli educativi adottati all'interno delle case stesse.
A tal proposito, possibili azioni di rimedio a tali difficoltà potrebbero consistere in:

• azioni di sensibilizzazione nelle scuole attraverso seminari
• organizzazione eventi per integrazione/interazione beneficiari con altri
coetanei (es., saggi di musica, manifestazioni teatrali, etc.) volte al "contagio
positivo", reciprocamente arricchente.
• attività volte al rispetto e promozione delle tradizioni locali nell'educazione dei
beneficiari.
• educazione dei beneficiari al volontariato locale per favorire la formazione di
personalità a sua volta in grado di formare individui con disagio sociale.

Anche in questo caso, l'intero personale dell'equipe educativa è locale e gli stipendi pagati ammontano a circa € 64.000 (totale annuo per 3 case).


4. Avviamento all'attività lavorativa e all'autosufficienza


Nelle Case Famiglia del Quadrifoglio, i minori affidati restano fino al compimento della maggiore età. Raggiunti i diciotto anni, possono scegliere se rimanere in casa intraprendendo un percorso universitario o decidere di trovare un impiego e formare una propria famiglia.
Non vi è un limite preciso alla permanenza nella struttura. Ove se ne valutino le necessità, si offre la possibilità di vivere con serenità e in piena libertà la scelta di lasciare le strutture del Quadrifoglio. Lo Staff garantisce anche per il periodo successivo all'uscita dalle strutture una fase di accompagnamento per il ragazzo o la ragazza che si avvia verso l'autosufficienza.

Ai fini del raggiungimento di tale obiettivo, il progetto Quadrifoglio prevede percorsi di avviamento dei giovani delle case famiglia all'attività lavorativa, dedicati soprattutto a chi sceglierà liberamente di intraprendere la strada dell'impiego locale.
Le attività previste dall'associazione consistono in un laboratorio fotografico tenuto volontariamente dal fotografo italiano Giovanni Tancredi ed in un laboratorio artigianale per lavori in legno tenuto dalla ditta locale Ofrim.
Gli stessi laboratori contribuiranno a loro volta alla maturazione da parte dei beneficiari della scelta riguardo il perseguimento della carriera professionale o il proseguimento degli studi.
A tal riguardo, potenziali indicatori per la valutazione dei progressi dei ragazzi consistono nel grado di autostima maturata, nella percezione delle proprie capacità e nella percezione di opportunità per il futuro. La valutazione di tali obiettivi sarà affidata allo staff pedagogico/educativo locale e italiano.

Il rischio principale che ostacolerebbe la realizzazione dell'obiettivo in esame consiste nella preoccupante scarsità di concrete opportunità lavorative volte ad assicurare ai ragazzi quantomeno l'autosostentamento. La singola associazione Quadrifoglio non è in grado di implementare attività volte all'allargamento di opportunità di lavoro stabile nel contesto locale e/o di miglioramento della competitivita delle imprese locali.
A tal proposito, comunque, eventuali future partnerships con organizzazioni di microcredito nazionali o internazionali assicurerebbe un futuro più stabile ai beneficiari delle case famiglia.

Per contribuire al progetto, offerte e contributi possono essere inviati direttamente al conto dell'associazione "Il Quadrifoglio" sul

CCB n° 2511.2-4514.6/EUR della "Banca Comerciala Romana", fil.Sighetul Marmatiei (MM) - Romania
Causale: Sostegno Casa Famiglia "Il Quadrifoglio"

oppure su:

CCB n° 65339536 (ABI 3002.3 - CAB 3294.6) della Banca di Roma
intestato a Segretariato Nazionale della Lega Missionaria Studenti -Roma
con causale PRO QUADRIFOGLIO

 

CCB n° 509259 (ABI 1025 - CAB 3200) del S. Paolo IMI spa,
intestato a MAGIS, specificando bene la causale:
SOSTEGNO AL PROGETTO QUADRIFOGLIO - SIGHET (ROMANIA)