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Una storia di deportazione
Francesco era nato a Savignano Irpino nell’agosto del 1920. Combattente
in Grecia, a 23 anni cala per lui il sipario della guerra e si apre un
lungo e drammatico tempo di deportazione. E’ storia che 600.000
soldati italiani furono catturati dai nazisti nelle ore successive all’armistizio
dell’8 settembre’43 : l’Operazione “Alarico”
era cominciata. Una mossa, quella tedesca, tutt’altro che impulsiva,
non certo dettata dal rancore del momento. Sappiamo che l’Alto Comando
della Wehrmacht aveva già pronti i piani di occupazione militare
dell’Italia ancor prima che Mussolini fosse deposto il 24 luglio
del ‘43. Una precauzione presa in seguito alle informazioni fornite
da Eugenio Dollmann, rappresentante tedesco a Roma e stretto collaboratore
di Himmler, capo delle SS. Questi, negli ambienti della capitale aveva
fiutato che qualcosa si stava macchinando da parte del Re e di alcuni
gerarchi per far cadere il Duce. Inoltre era convinto che fosse imminente
uno sbarco Anglo-americano nella penisola.
La vicenda di Francesco inizia il 9 settembre del 1943, il giorno dopo
l’Armistizio. Caporalmaggiore del 159° Autoreparto Pesante -
VI raggruppamento, fu catturato a Lamia, in Grecia, dove era impegnato
in azioni militari. Cominciano i lunghi mesi di internamento insieme a
decine di migliaia di altri soldati italiani. Viene inviato a Norimberga,
in Germania il 28 settembre: da quel momento sarà il prigioniero
n° 6722. Viene poi trasferito a Furt, nel Campo 16050, dove per un
anno è addetto al trasporto dei sacchi di farina in uno stabilimento.
Poi gli tocca come nuova destinazione Schonvald (30 km da Trier) e dall’ottobre
’44 al febbraio ’45 costruisce fosse anticarro lungo la Linea
Sigfrido. Stremato e ammalato viene ricoverato nell’ospedale di
Trier. Riesce a guarire ed è inizialmente spedito nel Campo XIII
di Norimberga per poi essere trasferito, tra il febbraio e l’aprile
’45, nella polveriera del Campo 16049 a lavorare nel trasporto di
materiali da sparo. Ritorna libero a fine aprile, pochi giorni prima della
resa della Germania. Segue il suo lento ritorno in Italia, coperto quasi
tutto a piedi: dopo due mesi sarà finalmente a casa.
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