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I VOLONTARI DEL GIUBILEO
Decine di migliaia di volontari di ogni età hanno raggiunto Roma da tutto il mondo per dare il loro contributo di collaborazione nell’accoglienza dei pellegrini durante l’Anno Santo. Riconoscibili dalla pettorina e dal cappellino di colore blu elettrico (la divisa), con l’immancabile cartellino di riconoscimento (che dava diritto a viaggiare gratuitamente su ogni mezzo urbano della città) i volontari hanno colorato Roma per tutti i mesi del Giubileo, collaborando in mille modi con quanti erano giunti pellegrini nella capitale.
A loro è toccato prima di tutto accogliere i pellegrini (e questa per i cristiani è una pratica di particolare importanza, poiché richiama l’invito di Cristo all’amore evangelico e al soccorso dei fratelli) con un atteggiamento di disponibilità, di ascolto, di comprensione, di efficacia e di spirito di servizio. Tutto ciò doveva tradursi in un’interazione tra volontario e pellegrino che si esplicava a tre livelli: emotivo - nel trasmettere calma e sicurezza; non manifestando altre priorità rispetto a quella di accogliere i visitatori; parlando lentamente e con chiarezza senza mai alzare la voce; rispondendo sempre con pertinenza e garbo alle questioni che potevano via via porsi; evitando qualsiasi a atteggiamento di arroganza e sufficienza. fisico – prestando attenzione alle manifestazioni di sofferenza dei visitatori e accogliendo con particolare sollecitudine le categorie più bisognose. Intellettuale – nell’essere pronti a rispondere in modo pertinente a domande riguardanti eventi e celebrazioni; con il saper indirizzare il visitatore verso la persona con competenze specifiche o il corretto punto informativo; nell’essere sempre preparati sul significato liturgico degli eventi. Ecco le 10 parole, raccolte in un vero e proprio DECALOGO
del volontario, che sono state punto di riferimento comune per tutte le
persone impegnate nel servizio di accoglienza:
PRIMA ACCOGLIENZA: accoglienza e orientamento dei pellegrini verso i siti delle celebrazioni; accoglienza e orientamento dei pullman nei parcheggi; controllo dei varchi di flusso e deflusso dei luoghi delle celebrazioni; distribuzioni di materiali. ATTIVITA’ PRATICHE E MANUALI: allestimento e montaggio scenografie; assistenza e trasporto disabili e persone infortunate; spostamento transenne, panche e seggiole; aiuto ai pellegrini “smarriti”; recupero oggetti smarriti; assistenza ai pellegrini negli attraversamenti pedonali. ASSISTENZA AD ATTIVITA’ DI ALTRI: supporto tecnico ai centri informativi e stampa; supporto alle organizzazioni specializzate per l’accoglienza e il deflusso dei portatori di handicap; supporto alle forze di pubblica sicurezza; avvistamento di situazioni di emergenza sanitaria da segnalare ai punti di pronto soccorso. CONTROLLO E SORVEGLIANZA: attività di sorveglianza sul comportamento dei partecipanti all’evento; controllo delle transenne per evitare scavalcamenti; servizio d’ordine durante le attività; vigilanza e lotta al vandalismo presso beni di carattere culturale e artistico. Funzioni e profili A tutti i volontari era chiesto di agire come “mediatori” tra i pellegrini e il Giubileo nonché come “animatori” del pellegrinaggio giubilare. Queste due funzioni generali, in base alle personali competenze ed esperienze, sono state ulteriormente espresse in specifiche funzioni e profili: ANIMATORI DELLA PASTORALE DEL PELLEGRINAGGIO (volontari con esperienze di carattere teologico-pastorale che hanno guidato i pellegrini nella preghiera e nell’approfondimento del significato spirituale dell’esperienza giubilare; OPERATORI DELL’ACCOGLIENZA NEI LUOGHI DI CULTO ( col compito di favorire e alimentare la meditazione e la preghiera); ASSISTENTI PER L’ACCOGLIENZA SOCIALE E SANITARIA (riservato particolarmente ad operatori professionali); OPERATORI DEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI (che al compito di vigilanza affiancavano la funzione di valorizzazione degli aspetti culturali e ambientali di siti archeologici e monumenti).
Ore 6,45. Sveglia, colazione e partenza per il luogo
di servizio. Ovviamente ci sono anche i turni pomeridiani e in quel
caso gli orari di servizio sono: Gli orari erano differenti a seconda dei diversi compiti da svolgere. In ogni caso i volontari venivano utilizzati a rotazione, per cui generalmente ad ogni singolo volontario capitava di essere impegnato per tre giorni di mattina e i successivi tre di pomeriggio e così via. I tipi di giornate venivano stabiliti in base alle caratteristiche delle celebrazioni, alla stagione e all’afflusso previsto di partecipanti. |
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