12 marzo
CONTINUA AD ARIANO LA LOTTA PER LA CHIUSURA DEFINITIVA DELLA DISCARICA DI DIFESA GRANDE
Non diminuisce la mobilitazione per ottenere la chiusura definitiva della discarica di Difesa Grande. Nonostante i titoli strombazzati da certa stampa sulla vittoria della protesta, la popolazione in lotta è consapevole che finora non si è affatto raggiunto l'obiettivo della definitiva chiusura e neppure si è dinanzi alla certezza che la discarica non sarà riaperta. Infatti, per il ministro Matteoli, Difesa Grande "è chiusa temporaneamente per motivi di ordine pubblico". Insomma, la chiusura è decretata, per ora, dalla lotta e dalla sua tenuta: non c'è alcuna altra garanzia. E solo la prosecuzione della protesta potrà conseguire l'obiettivo prioritario della definitiva chiusura della discarica.
Le forze di polizia sul territorio sembrano diminuire, ma sono comunque numerose e diffuse. Va rilevato che il primo tentativo di far passare gli autocompattatori (il giorno 9 marzo) era appoggiato da una forza di circa 350 celerini a cui bisogna aggiungere altri reparti di polizia e di carabinieri, fatti affluire da varie città del Mezzogiorno.
La consapevolezza del fatto che la lotta si presenta lunga ha oggi caratterizzato le discussioni e i dibattiti all'interno del movimento di lotta, soprattutto nei due più importanti punti di presidio e di blocco, quello presso il bivio di Villanova (crocevia per la discarica), circa 6 chilometri a nord della città, e quello del popoloso quartiere di Cardito.
Si è convenuto di allentare il blocco della circolazione. I presidi tuttavia vengono mantenuti e comunque, il movimento può contare sulla fitta rete di contatti che consente l'immediata mobilitazione dell'intera popolazione.
In serata si è svolta presso il presidio di Cardito un'affollata e combattiva assemblea, in cui sono stati riaffermati alcuni punti fondamentali:
1) La lotta e la mobilitazione si presentano ancora lunghe e non bisogna abbassare la guardia dinanzi a dichiarazioni come quella del ministro, che sono chiare solo su una cosa: la chiusura della discarica è temporanea, dovuta a motivi di ordine pubblico (cioé alla forza del movimento) . Nulla viene detto sulla chiusura definitiva.
2) Occorre pensare a livelli di organizzazione che consentano alla lotta di durare anche a lungo, evitando logoramenti.
3) E' opportuno collegarsi sempre più con altre realtà in lotta, per impedire che passi l'immagine di una guerra fra i poveri, immagine falsa e fuorviante, in quanto si tratta di una lotta delle popolazioni contro la sciagurata e camorristica gestione dell'affare-immondizia.
All'assemblea ha partecipato anche qualche sindaco dei vicini comuni.
I cittadini in lotta
Ariano Irpino, 12 marzo. Continua...