9 marzo
AGGIORNAMENTI QUOTIDIANI DELLA PROTESTA
ARIANO IRPINO E I COMUNI VICINI IN LOTTA CONTRO LA RIAPERTURA
DELLA DISCARICA DI DIFESA GRANDE
La lotta che la popolazione di Ariano sta conducendo contro la riapertura della discarica di Difesa Grande e per la chiusura definitiva della stessa ha raggiunto oggi la sua fase decisiva.
Migliaia di cittadini arianesi, affiancati dai cittadini dei comuni limitrofi (Savignano, Greci, Monteleone, Anzano, Villanova, Zungoli, Accadia...), sono scesi nelle strade, costituendo presidi per impedire l'accesso alla zona di Difesa Grande, sede della discarica, alle colonne di autocompattatori scortati da ingenti forze di polizia. Presidi si trovano lungo tutte le strade di accesso allo sversatoio, sia sul versante campano che pugliese. I tentativi di forzare i presidi si sono registrati nel quartiere di Cardito della città di Ariano, lungo la strada statale n. 90, e nell'incrocio di Savignano Scalo, all'incrocio fra la statale n. 90 e la statale n. 90 bis. In entrambi i casi, i tentativi sono falliti. In particolare, nel quartiere di Cardito, si sono fronteggiati per ore, in mattinata, la polizia che scortava una colonna di compattatori e una folla cresciuta di ora in ora e giunta a contare migliaia di persone, fino a quando, intorno alle 13 i compattatori hanno abbandonato la zona, attestandosi nell'area industriale di valle Ufita, nella zona dove si trova lo stabilimento iris bus. Il blocco è continuato per l'intera giornata e nel pomeriggio si sono nuovamente raggiunti livelli alti di tensione.
La protesta della popolazione di Ariano è cresciuta spontanea negli ultimi giorni, con la partecipazione sempre più ampia della cittadinanza ad un movimento avviato dalle associazioni ambientaliste, culturali e di volontariato. La protesta è finalizzata alla chiusura della discarica di Difesa Grande, una delle più grandi d'Europa, la cui riapertura è stata decretata dal nuovo commissario governativo per l'emergenza rifiuti in Campania Catenacci.
Vanno evidenziati i seguenti punti, per chiarire una questione su cui è stata fatta troppa disinformazione:
1) La discarica di Difesa Grande, aperta 10 anni fa, doveva raccogliere 1 milione di metri cubi di rifiuti; nel frattempo il piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti avrebbe creato le condizioni per passare alla chiusura della discarica e alla bonifica della stessa e dell'area circostante. Al massimo, si sarebbe trattato di un biennio di attività.
2) La discarica è invece aperta da dieci anni, nonostante ripetute denunce sugli effetti devastanti che sta avendo sul territorio, accumulando, ad oggi, sei milioni e mezzo di metri cubi di rifiuti.
3) L'area di Difesa Grande è a circa dieci chilometri dal centro urbano di Ariano, in un punto che interessa direttamente una serie di comuni della Campania e della Puglia: Greci, Savignano, Villanova, Zungoli, Grottaminarda in Campania; Monteleone di Puglia, Anzano, Accadia in Puglia. La zona si trova sullo spartiacque appenninico e, allo stato, l'inquinamento delle acque interessa entrambi i versanti, con effetti gravissimi e appariscenti, ma sempre sottovalutati o taciuti dalle autorità.
4) Nei dieci anni che sono passati dall'apertura della discarica, il problema dei rifiuti in Campania non solo non è stato risolto, ma si è aggravato, fino a giungere alla situazione attuale, che vede il fallimento completo del Piano regionale per lo smaltimento. In realtà pare che l'unico elemento importante del Piano sia stato quello di puntare, per un verso, sul mantenimento dell'apertura della discarica di Difesa Grande -ma anche sulle altre di cui si chiede la riapertura anche dopo la bonifica- (sorvolando o smentendo gli impegni più volte presi dalle istituzioni e sottacendo i dati sui gravissimi problemi ambientali e sui riflessi che questi hanno sulla salute degli abitanti - vedi l'altissima incidenza di tumori- e sull'economia della zona), per l'altro creando un sistema perverso di sprechi, degrado e di favoreggiamento degli interessi camorristici nella regione Campania, che, non a caso, è l'unica a trovarsi dinanzi ad un'emergenza rifiuti che perdura da un decennio e che è giunta oggi ad un livello insostenibile.
5) Il movimento che oggi sta lottando chiede la chiusura definitiva della discarica e si muove, nella città di Ariano, in modo assolutamente spontaneo, seguendo le iniziative che nei giorni scorsi le associazione hanno intrapreso, e con una mobilitazione decisa e generale che vede nelle strade praticamente l'intera popolazione. La città è attualmente commissariata e gli ex componenti del consiglio comunale, screditati, tra l'altro, per la sciagurata gestione della questione, non hanno parte nella protesta, che vede invece la partecipazione in prima persona dei sindaci dei comuni vicini.
6) Non esiste alcuna guerra fra i poveri: non c'è alcuna volontà di far ricadere sulle comunità che vivono intorno alle altre discariche gli effetti della lotta di Ariano. Anzi: la lotta di tutte queste comunità è finalizzata a far esplodere il bubbone delle connivenze fra politica e camorra attraverso gli unici obiettivi che possono raggiungere questo scopo: chiusura delle discariche fin qui sovraccariche di rifiuti con conseguenze ormai insostenibili per l'ambiente e la salute; risoluzione del problema rifiuti attraverso un piano diverso, razionale e comunque differente da quello che si basa solo sulla perpetuazione della situazione attuale, che prevede lo scempio dei territori e delle popolazioni circostanti le attuali discariche e il trionfo degli interessi camorristici - interessati al mantenimento degli sversamenti incontrollati, alla gestione di una quota dei trasporti che la situazione attuale moltiplica in misura esponenziale, alla creazione di discariche abusive-, di cui tutti parlano ma che nessuno, a livello istituzionale, ha finora affrontato.
7) La situazione in tutta la zona è tesissima. Oggi, la decisione dei manifestanti ha impedito l'accesso alla discarica dei compattatori presentatisi nella zona di Cardito.
8) Occorre contrastare ogni silenzio e disinformazione: l'eventuale riapertura
della discarica comporterebbe la militarizzazione della zona e il calpestamento
dei diritti dell'intera comunità. Gli eventi devono avere la massima
visibilità sui mezzi e sui canali di informazione.
Cartina della zona:
cerchio nero : discarica di Difesa Grande
barre nere : presidi e sbarramenti
cerchi rossi : tentativi di sfondamento della polizia nella
giornata del 9 marzo
Coordinamento Cittadini in lotta
Ariano Irpino 9 marzo - continua...